Rock in USA negli anni ‘70: il Southern Rock
23 aprile 2009 by admin
Archiviato in Storia del rock
Il Sud degli Stati Uniti è la culla di tutta la musica nazionale, poiché proprio qui sono nati tutti i generi più significativi della cultura musicale nazionale (blues, jazz, soul, rock and roll, country).
Negli anni settanta una serie di giovani bands “38 Special” ed altre nate, appunto, nel Sud si rifece a tale tradizione, creando una forma ibrida che assommava tutte le influenze musicali della regione ma che, al contempo, era qualcosa di nuovo. Infatti, questi nuovi sudisti erano cresciuti con l’amore per il British blues e per la destabilizzante novità portata da artisti come Cream e Rolling Stones ai classici del blues, e certamente tale influenza si fece sentire, in particolare nel gusto con cui le Southern bands inscenavano lunghe improvvisazioni con l’ausilio di più strumenti rispetto all’ordinaria formazione rock (si pensi alle tre chitarre di Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet e Outlaws e alle due batterie di Allman Brothers Band e Charlie Daniels Band). Read more
Rock in USA negli anni ‘70: West Coast
16 aprile 2009 by admin
Archiviato in Storia del rock
Dopo l’esodio dei Doors e della cantante texana, californiana d’elezione Janis Joplin, entrambi orientati al rock blues sviluppatosi più che altro nell’area di Los Angeles, il rock californiano si rivolse tra la fine degli anni sessanta e inizio settanta all’area di San Francisco dove subì l’influenza di folk e country già esistenti nella regione dell’Ovest fino alle coste del Pacifico. Questa miscela diede vita al genere chiamato semplicemente West Cost.
Dei gruppi più rappresentativi fecero parte i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Byrds, i Buffalo Springfield ed i Quick Messenger Service. Fra i primi quattro ci fu molta collaborazione: spesso facevano jam session e collaboravano alla realizzazione di album. Read more
Rock in USA negli anni ‘70: la grande mela e la costa atlantica
15 aprile 2009 by admin
Archiviato in Storia del rock
New York fu la città della Pop Art come la California fu la patria d’elezione dei più famosi scrittori e poeti della Beat Generation.
Lo stesso Andy Warhol, icona indiscussa della pop-art, negli anni sessanta aveva promosso la nascita del gruppo rock dei Velvet Underground. Dopo questa esperienza il cantante-compositore dei Velvet, Lou Reed si avvicinò al glam rock con l’aiuto dell’amico David Bowie che produsse i suoi primi album “inglesi”: Lou Reed e Transformer nel 1972 e il crepuscolare Berlin nel 1973.
Nel 1974 con il disco dal vivo Rock N Roll Animal, Lou Reed riuscì nell’intento di sposare il glam con il rock dei Velvet Underground. Continuò nella stessa strada con l’album, Sally can dance, sempre del 1974. Read more
RAZORLIGHT: Slipway fires.
10 aprile 2009 by admin
Archiviato in Recensioni dischi
Dopo due buone prove con “Up all night” e l’omonimo secondo album, ci si aspettava la prova di maturità che li consacrasse come uno dei gruppi di riferimento di quello che è l’ex indie britannico, invece la band ne esce ridimensionata sia nelle classifiche, sia dalle critiche dei media di settore.
“Slipway Fires” è un album mediocre dove si cerca di fare ma non ci si riesce, un lavoro senza “acuti”. Gli unici momenti che li riportano vicino a loro stessi sono “Tabloid lover” e il singolo “Hostage of love”.
Voto 5.
KING OF LEON: Only by the night.
10 aprile 2009 by admin
Archiviato in Recensioni dischi
Anche questo disco è caratterizzato dal ritmo cadenzato quasi monotono che è un po’ il loro marchio di fabbrica. A tratti ricordano il treno in corsa di Johnny Cash.
Il lavoro è molto valido e grintoso, li riporta al loro lavoro d’esordio. Molto bella la prima traccia “Closer” e la terza “Sex on the fire”, suggestiva la ballata “Reverly”.
Voto 7.
Paul McCartney e Ringo Starr sul palco di “Change Begins Within”
5 aprile 2009 by admin
Archiviato in Concept Rock
Paul McCartney e Ringo Starr, si sono esibiti ieri per raccogliere fondi a favore dell’insegnamento ai bambini di una tecnica di meditazione che aiutò i Beatles quando erano all’apice del successo.
McCartney è stato raggiunto da Starr per una versione di “With a Little Help from My Friends” sul palco del Radio City Music Hall al concerto “Change Begins Within” per la David Lynch Foundation, che aiuta la gente ad apprendere la meditazione trascendentale.
L’esibizione di Paul McCartney è stata il clou di un concerto che ha visto in scena anche Sheryl Crow, Donovan, il cantante dei Pearl Jam Eddie Vedder, il musicista blues-folk Ben Harper e la star della techno Moby.Tra le canzoni scelte dall’ex Beatle, “Let it Be”, “Lady Madonna” e “Blackbird”, in un concerto segnato dalla nostalgia per i due Beatles morti, John Lennon e George Harrison.
La fondazione del regista David Lynch dice di aver fornito dal 2005 borse di studio a più di 100.000 giovani, insegnanti e genitori in 30 paesi a favore dell’apprendimento della tecnica meditativa.
British rock anni ‘70: il punk.
2 aprile 2009 by admin
Archiviato in Storia del rock
Stufi del rock “intellettuale”, come poteva essere definito il rock progressive, una nuova corrente sconvolse il discorso musicale dalla seconda metà degli anni 70: il punk. I primi gruppi oggi riconosciuti con tale etichetta nacquero a New York, tuttavia essi non si identificavano in un genere ben preciso, rivendicando comunque l’appartenenza alla cosiddetta Blank Generation. Fu in questo periodo che i media americani iniziarono ad utilizzare termini come punk, apertamente rifiutato da artisti e fan soprattutto per la sua accezione dispregiativa e New Wave. Solo in seguito questi due termini assunsero una vita propria e distinsero due epoche differenti. Teorico del punk fu il poeta, scrittore, attore, giornalista e musicista Richard Hell. Read more
British rock negli anni ‘70: il glam
2 aprile 2009 by admin
Archiviato in Storia del rock
Tra le figure più famose del cosiddetto glam rock troviamo i Kiss, David Bowie e il gruppo dei Roxy Music in cui il trasformismo di Bowie ed il dandysmo di Bryan Ferry, il cantante dei Roxy Music che sviluppano nuove contaminazioni con la letteratura dei poeti maledetti e con la musica classica contemporanea, in particolare Karlheinz Stockhausen, che avrà un ascendente molto forte sul tastierista dei Roxy Music, Brian Eno, uno dei “non musicisti”, come ama definirsi, più preparati e geniali dell’intera storia del rock. David Bowie proviene dalla scuola teatrale di mimo di Lindsay Kemp ed inserisce i suoi costumi impensabili e le scenografie psichedeliche nella struttura della sua musica. Nell’ambito della sua produzione discografica che ha coperto l’intero decennio, va citato un momento particolare: Read more



