Woodstock: la storia. Seconda parte.
17 luglio 2009 by admin
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Il festival di Woodstock si svolse quindi a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippy.
L’ingegnere del suono, Bill Hanley, aveva costruito sulle colline delle strutture speciali per gli altoparlanti più sedici gruppi di altoparlanti su una piattaforma quadrata, che saliva sulla collina su torri di 21 metri. Erano stati predisposti per 150-200mila ascoltatori. Ne arrivarono 500.000. Dietro il palco vi erano tre trasformatori che fornivano 2.000 ampere di corrente per alimentare l’apparato di amplificazione.
Woodstock era stato ideato come un festival di provincia ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco.
Il concerto iniziò alle 17:07 di venerdì con Richie Havens. L’intero festival doveva terminare il 17 agosto ma Jimi Hendrix che aveva insistito per essere l’ultimo ad esibirsi al festival, non salì sul palco fino alle nove del mattino di lunedì. La maggior parte degli spettatori aveva dovuto lasciare il festival e tornare alla routine dei giorni feriali, così che solo in 80.000 ascoltarono Hendrix, in una performance che fu quasi una rarità, per la durata di due ore, la più lunga nella sua carriera.



